Galleria fotografica

Pagina in allestimento destinata a contenere l'indice delle Gallerie fotografiche delle aree archeologiche interessate dai primi  interventi urgenti.

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Acquedotti

Acquedotto Claudio

Il crescente fabbisogno di acqua che la città di Roma ha avuto nei secoli fin dalla sua fondazione, spiega l’edificazione di 11 acquedotti tra il 312 a.C. e il 226 d.C. (Aqua Appia, Anio Vetus, Aqua Marcia, Aqua Tepula, Aqua Iulia, Aqua Virgo, Aqua Alsietina, Aqua Claudia, Anio Novus, Aqua Traiana, Aqua Alexandrina). Quasi tutti gli acquedotti hanno origine nell’alta valle dell’Aniene, ad eccezione della Tepula e della Iulia che discendono dai Castelli Romani, della Traiana che proviene dal Lago di Bracciano e della Alsietina che attinge al Lago di Martignano.

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Arcate severiane

Arcate severiane

La passeggiata sulle Arcate Severiane al colle Palatino è una stupenda terrazza naturale sul Circo Massimo e sulle Terme di Caracalla realizzata in età imperiale per ampliare la superficie della collina e poter costruire una nuova ala del palazzo.
Il percorso attraversa il piano alto del settore del palazzo imperiale identificato come 'Complesso Severiano', situato nell'angolo a sud est del Palatino e distinto in due parti: le 'Arcate e le Terme.

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Foro Romano

Foro. L’angolo sud-ovest dell’area

La valle del Foro, situata tra le alture del Palatino, del Campidoglio e le propaggini dell’Esquilino fino alla Velia, anche se paludosa e inospitale fu frequentata fin dall’età del bronzo. Dalla fine del VII secolo a.C., dopo la bonifica della palude, nella valle fu realizzato il Foro Romano, centro della vita pubblica romana per oltre un millennio. Nel corso dei secoli furono costruiti i vari monumenti: dapprima gli edifici per le attività politiche, religiose e commerciali, poi durante il II sec. a.C. le basiliche civili, dove si svolgevano le attività giudiziarie. Alla fine dell’età repubblicana, l’antico Foro Romano era ormai insufficiente e inadeguato a svolgere la funzione di centro amministrativo e di rappresentanza della città. Le varie dinastie di imperatori aggiunsero solo monumenti di prestigio: Il Tempio di Vespasiano e Tito e quello di Antonino Pio e Faustina dedicati alla memoria degli imperatori divinizzati, il monumentale Arco di Settimio Severo, costruito all’estremità occidentale della piazza nel 203 d.C. per celebrare le vittorie dell’imperatore sui Parti. L’ultimo grande intervento fu realizzato dall’imperatore Massenzio ai primi anni del IV secolo d.C. Massenzio fece costruire il Tempio dedicato alla memoria del figlio Romolo e l’imponente Basilica sulla Velia che fu ristrutturata alla fine del IV secolo d.C. L’ultimo monumento realizzato nel Foro fu la Colonna eretta nel 608 d.C. in onore dell’imperatore bizantino Foca.

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Roma. Via Appia Antica

Via Appia. Ambienti restaurati della Villa dei Quintili

Galleria destinata a contenere tutte le immagini sulla Via Appia a Roma

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Colosseo

Colosseo. Veduta aerea dell’interno dallo Sperone Stern

Posizionato nel cuore archeologico della città di Roma, l’Anfiteatro Flavio spicca per la sua monumentalità. Eretto nel I secolo d. C. per volere degli imperatori della dinastia flavia, il Colosseo, cosiddetto da una colossale statua che sorgeva nelle vicinanze, ha accolto, fino alla fine dell’età antica, spettacoli di grande richiamo popolare, quali le cacce e i combattimenti gladiatori. Simbolo dei fasti dell’impero, l’Anfiteatro è un monumento a se stesso e alle opere dell’ingegno umano che sopravvivono al tempo, si presenta ancora come una struttura accogliente e dinamica, visitabile su due livelli, che offrono un’ampia panoramica sugli spazi interni, ma anche brevi e suggestivi squarci della città dai fornici esterni.

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La Vigna Barberini

Il Colosseo e l'Arco di Costantino dalla Vigna Barberini

All’angolo nord-orientale del Palatino si trova una grande terrazza artificiale (di metri 110 x 150), da cui si gode una splendida e inconsueta vista sulla sottostante piazza del Colosseo. Dal XVII secolo quest’area del Palatino è chiamata Vigna Barberini, perché a quell’epoca divenne possedimento agricolo della nobile famiglia dei Barberini la quale aveva proprietà e palazzi in tutta Roma e nella campagna romana.

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